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Copertura industriale in amianto

L’amianto è una fibra invisibile ad occhio nudo, molto leggera ed una volta liberata rimane a lungo sospesa nell’aria dell’ambiente, continuando a depositarsi per gravità ed a risollevarsi per spostamenti d’aria anche minimi.

È un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva, e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”.

La sua composizione chimica è costituita da fasci di fibre molto fini, tanto che in un centimetro lineare si possono allineare fianco a fianco 335.000 fibrille di amianto, paragonato alla quantità di 250 capelli per il solito spazio di un centimetro, fa capire quanto siano sottili.

È stato così largamente usato per le sue eccezionali proprietà di resistenza al fuoco, di isolamento termico ed elettrico, per la facilità di lavorazione, di resistenza agli acidi ed alla trazione, è facilmente mescolabile ad altre sostanze tipo cemento, dotato di capacità fonoassorbenti e per ultimo, ma non trascurabile, l’aspetto che aveva un basso costo, ed ha trovato largo utilizzo nei campi dell’Edilizia, dell’Industria e dei Trasporti, sotto forma di innumerevoli manufatti.

In Italia veniva estratto nella miniera in Piemonte, da tempo chiusa per bonifica. E’ stato usatissimo dal 1960 al 1990 nel boom economico, ma nel 1992 viene vietata la produzione e il commercio di manufatti contenente amianto con la cessazione di tutte le attività di estrazione, importazione, ed utilizzo.

La pericolosità dell’amianto consiste, infatti, nella capacità che il materiale ha di rilasciare fibre inalabili dall’uomo, fibre che hanno la caratteristica di dividersi in senso longitudinale anziché trasversale come le altre tipologie di fibre. I materiali più pericolosi sono ovviamente quelli contenenti amianto friabile, il cemento-amianto (o Eternit) ha una pericolosità molto inferiore dato che le fibre al suo interno sono presenti in misura dal 10% al 15%, rispetto ai materiali friabili che possono arrivare anche al 100% di presenza di fibre. La sua pericolosità è legata allo stato di conservazione. Non sempre l’amianto, però, è pericoloso; lo è sicuramente quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilatamento di acqua piovana. Per questa ragione il cosiddetto amianto friabile che cioè si può ridurre in polvere con la semplice azione manuale è considerato più pericoloso dell’amianto compatto che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre.

 

Le sue fibre sono talmente sottili che l’organismo non riesce a smaltirle depositandosi, negli alveoli polmonari dando in molti casi sfogo a varie forme di tumore dell’apparato respiratorio, ed altre patologie.

 

E’ obbligatorio denunciare la presenza di amianto nella proprietà?

I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di comunicare alla propria ASL competente i dati relativi alla presenza di amianto, come stabilito dall’articolo 12 comma 5 della legge 257/92. L ’ASL a questo punto provvederà al censimento e alla valutazione del rischio che consiste nell’individuare la pericolosità del manufatto e di valutarne il rischio di deterioramento.

 

No, fai da te, troppo pericoloso….

Se si ha l’intenzione di fare qualsiasi intervento, la miglior cosa è chiamare una ditta specializzata in rimozione e smaltimento amianto che saprà indicarvi le migliori soluzioni da adottare.

Costi rimozione

I costi fissi sono relativi alle pratiche all’ASL, edilizie e di risparmio energetico (se richiesto). La valutazione deve essere effettuata in base alla quantità e alla tipologia dei manufatti che siano esse lastre, cassoni, tubi o canne fumarie, perché il costo per il conferimento in discarica e di trasporto è differente.

L’amianto conferito in discarica non può essere recuperato, ma solo smaltito e viene sotterrato per abbatterne la nocività.

Prima della rimozione

Dopo la rimozione

5 BUONI MOTIVI PER SMALTIRE L’AMIANTO

1. Preservare la salute (bene inalienabile) di tutti, specialmente se l’amianto è deteriorato, in quanto le fibre inalabili vanno dappertutto e possono essere respirate da chiunque;
2. Valorizzare l’immobile ed il Vs. investimento;
3. Ottenere un risparmio energetico, dove la nuova copertura venga effettuata con materiali idonei allo scopo;
4. La possibilità di usufruire della detrazione del 65% (risparmio energetico) sul totale dell’importo lavori, con innegabili vantaggi in materia energetica e ambientale.
Questa detrazione, restituita in 10 anni, è possibile per qualsiasi tipo di fabbricato. Si può ottenere se il fabbricato oggetto d’intervento presenta un impianto di riscaldamento al suo interno e se viene installata una nuova copertura con una coibentazione secondo i parametri del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dell’11 marzo 2008 e successivamente modificati da Decreto 26 gennaio 2010.
Per ottenere la detrazione, è necessario effettuare le pratiche inerenti il risparmio energetico tramite un tecnico abilitato, che il Cliente può scegliere autonomamente o affidarsi ai nostri collaboratori di provata esperienza.
5. Per i privati applicazione di IVA 10% per opere di ristrutturazione edilizia come previsto dalla lett. D dell’Art. 31 Legge n. 457/1978.